
Quattro ragazzi di 20 anni.
Bologna, Milano, Trento.
Vinili, mani, design.
33GIRI nasce nel 2024 da una domanda banale quanto concreta: cosa fa un vinile quando smette di girare? Il disco non è distrutto, la materia è ancora lì — nera, lucida, con tutta la sua storia incisa nei solchi.
Siamo quattro ragazzi di vent'anni che hanno deciso di rispondere a quella domanda con le mani. Senza fabbriche, senza stampi, senza replicare ciò che già esiste. Solo calore, forma e attenzione.
33GIRI è un progetto artigianale nato tra Bologna, Milano e Trento. Ogni pezzo che produciamo parte da un vinile reale — usato, rovinato o dimenticato — e arriva a casa tua come oggetto di design con una storia doppia: quella del disco e quella di chi l'ha trasformato.
Crediamo che la sostenibilità abbia senso solo se è concreta. Per noi significa usare solo vinili già esistenti — usati, fuori catalogo o difettosi — senza mai toccare plastica vergine. Il PVC dei dischi è progettato per durare decenni: trasformato in oggetto di design, dura altrettanto.
Non c'è niente di decorativo nell'upcycling che facciamo. Ogni curva è strutturale, ogni graffiatura fa parte del pezzo, ogni imperfezione racconta qualcosa. Non cerchiamo la perfezione industriale — cerchiamo l'autenticità artigianale.
Meno spreco, più senso. Il nostro processo non genera scarti: quello che non diventa posacenere diventa svuotatasche, quello che non diventa svuotatasche diventa qualcos'altro. Niente finisce nel cestino.
La nostra missione è dare una seconda vita al vinile riducendo gli sprechi e creando oggetti che durano nel tempo — oggetti con cui si vive, non solo si espone.
Coltiviamo un ambiente inclusivo nel nostro studio: uno spazio dove chi progetta e chi acquista si incontrano. Siamo aperti alle collaborazioni con artisti, designer e chiunque voglia portare un'idea nuova sul vinile come materiale.
Siamo un progetto giovane che cresce lentamente, con intenzione. Non vogliamo essere il brand più grande — vogliamo essere quello che fa le cose meglio, pezzo per pezzo.
Usiamo vinili già esistenti. Fine. Nati a fine anni '40 come standard di ascolto domestico, i 33 e 45 giri hanno attraversato decenni di cultura musicale — poi sono finiti negli scaffali, nelle cantine, nei mercatini.
Noi li raccogliamo, li selezioniamo, li lavoriamo. Il PVC è lo stesso materiale che ha resistito a 50 anni di manipolazione quotidiana. Trasformato, continua a resistere. Non è usa-e-getta: è oggetto permanente.
Ogni etichetta originale, ogni graffiatura, ogni imperfezione superficiale rimane parte del design finale. Non le nascondiamo — le celebriamo. Sono la firma del disco, la prova che quella materia ha già vissuto.
4 persone, 3 città, 1 progetto. Ruoli condivisi, responsabilità orizzontali.